>>Critical Work #2
>>Davide Antolini
David Tomasi
LETTERE DI NOSTALGIA, personale Spazioarte Pisanello
Vincitore Premio Giovani Verona 2003
>>Disegno e Scrittura
Nella nostra lingua le due parole “disegnare e “scrivere” indicano due diverse attività grafiche; questo vale per tutte le lingue occidentali che utilizzano scritture alfabetiche. In quasi tutte le lingue orientali, specialmente in quelle a scrittura ideografica, si usa invece un unico vocabolo tanto per indicare il disegno quanto per indicare la scrittura (tibetano, coreano, giapponese ecc…).
>>Scrittura in Pittura
Vi sono, qui in Occidente, alcuni artisti o alcuni movimenti artistici, i quali hanno usato la nostra scrittura alfabetica, come vero e proprio strumento pittorico, allacciandosi, in questo modo, alla concezione orientale. A tale proposito vale la pena di ricordare, fra i tanti, Barucchello, Isgrò e Sanesi. Nel lavoro di questi artisti – e in quello di molti altri – la scrittura influenza la percezione in quanto aggancia lo sguardo al senso sinistra/destra ed alla orizzontalità, tipiche appunto del nostro sistema grafologico.
>>Le Scritture/Pitture di D. Tomasi
Le opere di David Tomasi possono esser viste in questo contesto. Nel suo caso però, la scrittura segue anche percorsi in diagonale, in verticale, in movimento. Inoltre David usa supporti “buferati”, non lindi: la scrittura diviene una traccia che emerge da un mondo in via di estinzione, da dei relitti o forse da qualcosa che si sta salvando da un naufragio.
>>Le Lettere di David
E si può interpretare in questo senso il titolo “Lettere di nostalgia” che Tomasi ha voluto dare a questa sua esposizione. Le lettere delle parole o le lettere vere e proprie che il naufrago infila in una bottiglia.
>>La Nostalgia dei Valori
Nostalgia di che cosa? Nostalgia di sentimenti intesi come valori fortemente voluti. Valori da salvare dal naufragio della sordità tecnologica, incarnata in una euforia nichilista, che tutto ingloba, trasformando “amore”, “passione”, “compassione”, “eros”, “gioia”, “piacere”, “pietas”, in stereotipi ripetitivi, somministrati “in automatico”, da una globalizzazione sempre più incalzante.
>>Verità e Scrittura
Ma sappiamo bene che un sentimento può essere un valore quando è trasmissibile, quando cioè può essere comunicato agli altri, quando permette agli uomini di mettersi in relazione tra loro. Secondo alcuni filosofi, soprattutto d’area francese, nel mondo precario dei Mass Media, l’unica possibiltà che ha oggi l’uomo per poter comunicare qualche cosa è quella della scrittura. Per alcuni, addirittura la scrittura manuale. Solo la scrittura può unificare con il suo atto, nel presente, il passato con il futuro. Qualunque altro mezzo è solo una delle tante facce del “continuo svanire delle cose”.
>>Lo strumento artistico
E però qui per scrittura intendiamo una traccia diretta, non virtuale, eseguita a mano da una ben precisa persona; una traccia non semplicemente “espressionistica” o decorativa e, tantomeno, un graffito metropolitano o un taadze-bao pedagogico. Si tratta, piuttosto, di un sistema di grafemi appartenete ad una civiltà – la nostra – consolidato e condiviso, che viene utilizzato come strumento artistico.
>>Lettura razionale ed esperienza estetica
La pittura di David ci parla di scrittura e la sua scrittura ci parla di pittura; entrambe raggiungono la nostra retina, creando una cascata di eventi elettrochimici nel nostro cervello, andando ad interessare, principalmente il lato destro della nostra corteccia celebrale, che è quello, non direttamente razionale, ma quello deputato all’esperienza estetica. Secondo i neurolinguisti, nelle scritture alfabetiche, l’individuo impara a leggere e scrivere usando l’area corticale sulla faccia laterale dell’emisfero sinistro del cervello (definita plica curva). David Tomasi, durante la sua fase pre-accademica, ha approfondito gli studi su vari tipi di scritture, acquisendo una notevole abilità in calligrafie maiuscole con “grazie” e soprattutto nell’alfabeto gotico: ha cioè utilizzato a lungo la parte sinistra del cervello. In questa sua esposizione possiamo vedere come impiegando strumenti acquisiti in modo logico (parte sx. del cervello), si liberi dal rigidismo razionalistico, per approdare ad una maggiore libertà creativa (parte dx. del cervello).
>>Ritratto e Nostalgia
David Tomasi è un giovane “uomo del Nord”, alto, slanciato, occhi sorridenti e chiari – come chiari sono i suoi lunghi e lisci capelli – parla molto bene il tedesco, è dotato di una notevole abilità calligrafica, specialmente nell’uso dei caratteri gotici. Appena lo si vede circolare negli spazi dell’Accademia il pensiero corre subito a sfiorare le “icone” che si riferiscono a personaggi quali Gutenberg o Dürer. Credo che il riferimento a questo due grandi tedeschi, trascenda lo stereotipo ed aiuti a chiarire quella sorta di processo di identificazione che David sembra vivere nei confronti della cultura d’Oltralpe. Tanto Gutenberg quanto Dürer, proprio grazie al loro rapporto con lo scrivere – in tutti i sensi – hanno modificato in modo profondo la percezione del loro tempo, influenzando così anche quella del giorno d’oggi.
Davide Antolini
Artista, Docente presso l'Accademia di Belle Arti di Verona, cattedra in Pittura
>>Andrea Lissoni
GENERAZIONE PERFORMANCE
Premio Internazionale della performance, seconda edizione
Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, 29 settembre 2006
pubblicato su WorkArt - Winter 2006
SELECTED ARTISTS:
Francesca Grilli, Cinthia Marcelle, Külli Kaats con David Tomasi e Cristiano Cramerotti, Sabine Kuntoff, Ivan Civic, Elisa Fontana, Nark Bkb, Alejandro Ramirez, Cosmesi, Ondrei Brody con Kristofer Paetauu, Mara Castilho, Jan Machacek con Martoin Siewert
Che aria tira nella generazione di artisti più giovani che si confrontano oggi con la performance? (...) Il Premio Internazionale della Performance è, di fatto, un ottimo osservatorio su questo territorio sfrangiato, liminare e scosso dalle tensioni. (...) Cosa raccontano le dodici performance presentate alla Centrale di Fies da questo punto di vista? Che sia sotto forma di musica, con funzione di strutturazione dei tempi della performance come per Külli Kaats, Sabine Kuntoff, Cosmesi e Jan Machacek, o di voce, per Nrak Bkb o Alejandro Ramirez, o piuttosto di un loro incorocio o alternanza, come per Ivan Civic ed Elisa Fontana, il suono c'è, e abbondantemente(...).
Andrea Lissoni
Storico dell'arte e curatore. Si occupa di arte contemporanea con particolare interesse per interdisciplinarietà e ricerche nell'ambito delle moving images. E' co-fondatore del network xing e co-direttore del festival internazionale Netmage. Dal 2001 insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Brera.
>>Gennaro Mungivera :
David Tomasi
KALLI GRAPHIA, personale - a cura di Daniele Nalin
Performance
Accademia di Belle Arti, Verona, 2003
"in fondo all'officina ancora suona l'eco. Il fuoco caduto dalla bocca liquida della
macchina di notte.
La prima notte il canto risveglia chi dorme. L'impronta lasciata nell'aria dalla bocca
è d'inchiostro e la piuma ondeggia
giù nell'occhio in uno specchio confuso senza memoria.
Il ricordo sfoglia un telo bianco e il desiderio nero scorre affilato nel letto."
Gennaro Mungivera per "Kalli Graphia"
di David Tomasi
:IL DELIRIO:
Mostra le dita. Le muove nell'aria di cui respirare dentro, sente fremere, il cuore batte forte l'attesa, si alza il diaframma fin sotto la gola e si gonfia di desiderio e silenzio.
Io, davanti alla pelle ho un accesso di follia. Pallida, la schiena distesa scivola sotto cambia e l'ombra sale fumo dal bacino in due svolte sulle scapole e si uniscono e svaniscono allungate sul collo. Le dita scorrono a ricordo e la stringo, le vene si snodano, l'impressione si fa rossa sotto il calore e poi il dolore viòla di livido il segno.
Il nero si allarga dalle ferite senza sangue: l'eterno bianco davanti al sole si asciuga nello sguardo buio. Da vedere fuori, di notte le lanterne tremano per il vento, da lontano le lucciole chiamano per amore.
Chi amano per amore?
Io ti macchio d'inchiostro
quando piove sulla pelle
è livida.
di ferite
l'occhio è nell'immagine
macchiato di seme.
Mano vomita l'anima!
ma non vomiti la mia!
L'incisione: un angelo leggeva
e leccava le ali
e bagnava le dita
con la bava e con lacrime.
La visione: un uomo violentava
delle stelle nel cielo.
Sul finire l'illusione.
La schiena ancora sgocciola.
Gennaro Mungivera per David Tomasi
>>Maurizio Piazzi :
David Tomasi
LETTERE DI NOSTALGIA, personale - a cura di Rosabianca Cinquetti e Maurizio Angiari
Vincitore della Proposta Giovani 2003
Spazioarte Pisanello, Verona, 13.07.2003
L’arte esiste in virtù di un messaggio, dove l’artista trasmette, il fruitore riceve, e dove il contenuto dell’opera è il messaggio, mentre il suo aspetto formale è il canale stesso di trasmissione.
David Tomasi è molto attento alle dinamiche di comunicazione e al loro modo di intersecarsi con l’arte, tento che la sua forma espressiva coinvolge ambiti divergenti dalla semplice pittura, comprendendola in un insieme di scrittura, di studio sulla parola e di performance, creando un prodotto basato su un concettualismo non di facciata ma inteso e ben manifesto.
Nei pezzi esposti in questa mostra è ben visibile il peso che Tomasi ha deciso di dare alla scrittura, che si sovrappone alle sue superfici che ora ricordano certi minimalismi, ora si producono in gestualità informali.
Nell’iter di formazione e crescita artistica di Tomasi è di fondamentale importanza la sua provenienza linguistica: ciò si riflette sulla scelta dell’idioma con cui scrive sulle tele, talvolta esplorando anche i dialetti che conosce.
Tomasi è ben cosciente della differente resa di un concetto se lo si esprime in una lingua o nell’altra e ciò lo porta a titolare le sue tele ed ascrivervi sopra in entrambe le lingue, nella ricerca di un bersaglio emotivo che può essere centrato solo grazie all’abbinamento di suono, grafia e significato. Questa è la motivazione concettuale dell’uso della scrittura nella sua opera, ma vi è anche una componente meno calcolata dietro alla scelta di questo tipo di espressione: è il piacere che Tomasi ha da sempre trovato nella scrittura, in una scrittura ricercata e studiata nel tempo, che entrando a far parte di lui e del suo mondo di manifestarsi nel mondo che lo circonda, si è poi trasformata naturalmente nel segno distintivo dei suoi quadri; egli stesso dice che fin da bambino ha trovato nel gesto della grafia il più naturale mezzo di espressione delle proprie emozioni, sia dal punto di vista della forma, cioè la scelta del carattere di scrittura, sia dal punto di vista del contenuto.
In qualche modo le scritte che galleggiano sulle superfici create da Tomasi sono un suo autoritratto, fatto solo di segno, di gesto, ma che ha la facoltà di contenere un senso di fondo che ha a che fare con la memoria di Tomasi, con il suo sguardo nostalgico rivolto al tempo.
Ci sono dei precedenti riguardanti il lavoro di Tomasi, i casi più eclatanti sono stati negli anni sessanta con i lavori prodotti dagli esponenti di quel fenomeno chiamato Poesia Visiva, il cui frutto erano opere poetiche da guardare ma anche opere pittoriche da leggere. I materiali della poesia visiva erano le lettere, i caratteri, gli ideogrammi, le grafie a mano, i geroglifici, organizzati in un sistema di coordinate di tipo estetico, non distante da quello che produce oggi Tomasi. La differenza è probabilmente la motivazione dell’opera, che per Tomasi ha a che fare con l’intuizione, ovvero la possibilità di avvertire ed interpretare il peso di ciò che lo circonda, e con l’entusiasmo, inteso come la possibilità di sentire dentro di sé il potere creativo.
Tomasi si serve della quantità di diverse interpretazioni che può avere il connubio tra pittura e scrittura per manifestare il potere dell’intuizione e dell’entusiasmo, in un gioco dove sono messe in discussione le funzioni del contenuto e del contenitore del messaggio che egli stesso invia.
Maurizio Piazzi - 25 06 03
>>Marco Tomasini:
IL BAR DELL'AMORE
Premio Internazionale della performance
Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, 7 agosto 2005
pubblicato su WorkArt - Winter 2005
IPG - Marina Abramovic: Dorte Strehlow, Amanda Coogan, Doreen Uhlig, Nezaket Ekici, Ivan Civic, Oliver Blomeier e Melati Suryodarmo, Viola Yesitac, Till Steinbrenner e Lotte Lindner
Una coppia di innamorati in pieno relax, sdraiati sull'erba, al riparo dalla calura estiva. Poco più in là, uno studente rivede i suoi appunti appoggiato ai cuscini. Un nonno e i suoi due nipoti sono nella stanza dei giochi. Un gruppo di adolescenti se la raccontano sui comodi materassi al piano di sotto. Una coppia prenota lo spazio cucina un venerdì sera perché vogliono invitare a cena due loro amici. Così quest'estate si è presentata la Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento: per l'occasione rinominata Galleria dell'Amore. Le ambientazioni domestiche così vissute dal pubblico con animo abitudinario, sono state ideate dagli artisti dell'IPG, il gruppo di performer formato dagli ex-studenti di Marina Abramovic, facendole diventare scenario delle loro performance il giorno dell'inaugurazione sabato 11 giugno (..). Ma la Galleria dell'Amore è stata fondamentalmente una mostra di performance (...). In alcune occasioni la musica si è spostata verso sonorità più primitive affiancando atmosfere cariche di simbolismo (Lukas Zanotti) o ritualità antiche dal tono nordico (David Tomasi).
Marco Tomasini
Critico e curatore indipendente, collabora con il quotidiano "L'Adige" e nella redazione della rivista Work della Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento
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